ALBICOCCO (VAR. PIOVÀ) – PRUNUS ARMENIACA

19,90

Vaso 4,8 lt / H 50-80 cm

PIOVÀ: Varietà tardiva molto produttiva di media vigoria. Frutti ellittici di grossa dimensione dalla buccia verde-giallastro che maturano intorno alla fine di luglio-inizio agosto. Polpa color aranciato dolce e consistente, semiaderente al nocciolo, che oltre al consumo fresco si presta alla trasformazione in confetture.

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Descrizione

LA PIANTA DI ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (Prunus Armeniaca) è una pianta proveniente dalla Cina, seppure alcune fonti indichino la zona d’origine in Armenia e Persia. Il suo albero ha una grandezza dalle medie dimensioni e generalmente può raggiungere dai 5 ai 7 metri di altezza, ovviamente variabile in funzione del portinnesto. Le sue foglie risultano lisce e sottili dalla forma a cuore, mentre i fiori hanno un delicato color bianco rosato.

I frutti che produce invece hanno una forma ovoidale e il colore della buccia può variare dal giallo all’arancio. La loro polpa risulta succosa e tenera, oltre che ricca di vitamina A.

Normalmente questi frutti vengono impiegati all’interno dell’industria per la produzione di sciroppi, succhi, mostarde, marmellate e ulteriori. Normalmente le diverse varietà di questa specie sono autofertili, ma sono presenti diversi abbinamenti varietali che aumentano il numero dei frutti prodotti. L’albicocco (prunus armeniaca) solitamente si sviluppa in zone caratterizzate da climi temperati e in minor percentuale nelle zone fredde, ma non sopporta i forti venti o le gelate tardive, le quali possono danneggiare frutti e fiori.

DOVE SI PUÒ COLTIVARE L’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca), come già anticipato, può essere coltivato in una zona favorevole per quanto riguardano il suolo e il clima. Nello specifico, questi alberi sono solitamente coltivati nelle aree collinari o nelle pianure, facendo attenzione alle loro rispettive caratteristiche: per la prima zona infatti si consiglia di effettuare degli appezzamenti esposti a sud-est, sud e sud-ovest, mentre nella seconda si raccomanda un franco di coltivazione dalle dimensioni variabili dai 50 agli 80 centimetri.

Nelle pianure è inoltre necessario garantire lo smaltimento corretto nelle acque. Qualora la zona risulti in pendenza con una percentuale maggiore al 20% è necessario utilizzare la sistemazione a ritocchino, la quale è caratterizzata dallo svolgimento delle operazioni colturali e dal posizionamento dei filari nella linea di pendenza massima. Questa sistemazione è consigliata per i terreni argillosi.

IL CLIMA IDEALE PER L’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca) è una tipologia di albero che fiorisce in maniera precoce, rispetto ad alberi come ciliegi o peschi, e qualora vi siano delle gelate tardive subisce gravi danni ai fiori e ai frutti, con il rischio di perdere l’intera produzione. Ciononostante l’albicocco (prunus armeniaca) è capace di sopportare delle temperature abbastanza basse e può essere coltivato in altura o nelle regioni settentrionali, a condizione che l’albero sia riparato da venti freddi e raggiunto dai raggi solari.

Un dettaglio da tenere in considerazione è la caratteristica termofila di questa pianta, la quale fruttifica e cresce molto velocemente nei climi mediterranei.

IL TERRENO IDEALE PER L’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

Il terreno dove può essere coltivata questa pianta in passato era ben drenato e calcareo, mentre attualmente si può utilizzare qualsiasi substrato, a patto che l’innesto utilizzato per la pianta sia calcolato in funzione del terreno in cui verrà messo a dimora. Nello specifico, se si intende piantare l’albicocco prunus armeniaca su un terreno argilloso è consigliato un portinnesto come il susino o mirabolano.

MESSA A DIMORA DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

La messa a dimora per l’albicocco (prunus armeniaca) è essenziale e deve essere eseguita passo per passo correttamente. Innanzitutto, per trapiantare l’albicocco, è necessario scavare una buca larga e profonda che si aggira sulle dimensioni 70x70x70cm: queste possono aumentare qualora il terreno risulti pesante.

E’ sconsigliato l’impianto nei periodi gelidi, dove il terreno non può essere lavorato in quanto eccessivamente compatto.

La messa a dimora è consigliata da ottobre a marzo e assieme all’impianto si deve effettuare una concimazione di fondo, dove si impiegano minerali e fertilizzanti del tutto naturali. Per fertilizzanti organici si intende il letame maturo, lo stallatico in pellets, la cenere di legna o il compost maturo. Invece, per i minerali naturali è importante inserire il solfato di potassio, farine di roccia e magnesio. E’ necessario inserire tutte queste sostanze entro i primi 20-25 centimetri di terreno e non interrarli nelle profondità del suolo.

Una volta scavato il buco è sufficiente inserire la pianta di albicocco (prunus armeniaca) al suo interno, precisamente in un primo strato di suolo smosso, poi si dovrà comprimere la terra e infine irrigare.

COME SI COLTIVA L’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

Al fine di coltivare correttamente l’albicocco prunus armeniaca è consigliato scegliere il periodo che precede l’inverno, in quanto la pianta potrà crescere bene dal punto di vista vegetativo e sarà lievemente affrancata per l’arrivo della nuova stagione.

Si deve prestare attenzione al clima, in quanto le piante dalle piccole dimensioni potrebbero essere danneggiate da venti o gelate. In tal caso è possibile aspettare al periodo primaverile per iniziare la coltivazione. Per coltivare correttamente la pianta di albicocco (prunus armeniaca) è necessario scavare una buca profonda e larga, scassando le pareti della terra con un forcone. Successivamente si deve formare uno strato di ghiaia dalla funzione drenante, e un altro strato con lo stallatico stagionato a lungo. Tale strato deve essere spesso.

Successivamente si deve mischiare il suolo del buco con della sabbia e terra caratterizzata dal terriccio-ammendante. Una volta fatto ciò è possibile coprire il tutto e comprimere la terra, per poi irrigare la pianta. Qualora l’albicocco (prunus armeniaca) avesse delle radici nude, si consiglia di effettuare l’inzaffardatura, la quale consentirà di rivitalizzare le radici e creare uno strato protettivo utile durante la fase di attecchimento.

L’IRRIGAZIONE DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’irrigazione di questa pianta è essenziale durante i primi anni di vita (circa due o tre) della pianta e all’impianto, in quanto le sue radici non sono autosufficienti e ancora superficiali. In seguito a questo periodo di tempo le irrigazioni saranno correlate alle precipitazioni e al clima, fatta eccezione per le zone dove c’è siccità. In questi casi infatti è necessario utilizzare un impianto a goccia di irrigazione volto a non danneggiare l’albicocco e garantirne la maturazione dei frutti e la fioritura.

E’ fondamentale evitare che l’irrigazione sia effettuata sopra la chioma, in quanto si potrebbero innescare delle malattie fungine.

CONCIMAZIONE DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca), al fine di essere concimato correttamente, necessita di concimi organici quali lo stallatico o il letame durante il suo riposo vegetativo. Invece, nei periodi estivi e primaverili è possibile utilizzare dei concimi a base di fosforo, azoto e potassio. E’ importante evitare di utilizzarli durante periodi siccitosi e caldi.

Al fine di garantire la qualità del substrato è consigliabile utilizzare stallatico in pellets o farinato durante l’inizio della primavera e la metà dell’autunno: è necessario posizionarlo sotto la chioma dell’albicocco prunus armeniaca.

La concimazione durante l’inizio della primavera viene effettuata con l’utilizzo di un concime completo per piante da frutto, dove le quantità di potassio sono maggiori rispetto all’azoto.

PRINCIPALI MALATTIE DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca) può essere colpito da svariate malattie alle quali si deve prestare attenzione. I parassiti animali conosciuti e che tipicamente attaccano questa pianta sono gli afidi, i quali solitamente crescono sui germogli. Invece le cocciniglie causano un indebolimento generale se presenti in grande numero e possono danneggiare i frutti.

Ulteriori danni possono essere causati dalla tignola, nota per dissecare i germogli giovani.

Oltre ai parassiti animali vi sono anche i patogeni fungini, come il corineo: si riconosce la sua presenza dalle macchie nella foglia. Questi patogeni possono infettare i frutti e farli marcire e necrotizzano i tessuti delle foglie.

Ulteriori danni possono essere arrecati dalla vaiolatura delle drupacee e dal cancro batterico. Anche la gommosi può essere pericolosa e può causare dei danni all’apparato delle radici.

COLTIVAZIONE IN VASO DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca) può anche essere coltivato in vaso, sviluppandosi però in maniera sicuramente inferiore rispetto ad una coltivazione in piena terra. E’ necessario fare in modo che le radici abbiano una quantità sufficiente di suolo e che il vaso abbia le giuste dimensioni. Il substrato deve essere di ottima qualità e fertile.

Solitamente, per la coltivazione in vaso, è consigliato un mix tra terriccio acquistato e terra di campagna, oltre a letami e compost maturi che possano giovare all’albicocco prunus armeniaca.

E’ necessario aggiungere nuovo letame o compost ogni anno, o in alternativa dello stallatico in pellets, magnesio o solfato di potassio. E’ anche possibile utilizzare dei fertilizzanti macerati di ortica. Sono consigliati i vasi di terracotta rispetto a quelli realizzati in plastica, in quanto consentono una maggiore traspirazione, ma sarà necessario irrigare più volte. Si consiglia di evitare dei vasi neri qualora l’albicocco prunus armeniaca sia già sistemato in un luogo soleggiato, in quanto il calore concentrato a causa del vaso potrebbe danneggiarne le radici.

COME SI POTA L’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco prunus armeniaca deve essere potato in maniera leggera rispetto ad altre piante, al fine di mantenerne l’equilibrio produttivo e vegetativo, evitando anche l’alternanza della produzione. E’ necessario effettuare la potatura a fine inverno e fine estate, diradando i brindilli e rami misti. Si devono anche sfoltire i dardi fruttiferi, accorciando i rami di uno o due anni con dei tagli di ritorno.

Anche i polloni e i succhioni devono essere eliminati, mentre i frutti devono essere diradati prima che il nocciolo possa indurirsi.

RACCOLTA DELL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

Le piante di albicocco (prunus armeniaca) devono essere raccolte da terra manualmente, qualora siano state coltivate a vaso. Per gli alberi si consiglia la raccolta nel periodo estivo, precisamente verso la fine di Giugno e inizio Luglio. Il periodo della raccolta varia ovviamente in funzione della varietà in questione.

PROPRIETÀ E UTILIZZI DELL’ALBICOCCA – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca) ha diversi effetti benefici e viene utilizzato per vari scopi. Ha un valore nutritivo ed energetico elevati, un tasso di vitamina A alto e la sua consumazione è raccomandata anche in casi specifici quali rachitismo infantile, astenia, sviluppo ritardato negli adolescenti e persone anziane.

Possiede inoltre un tasso elevato di oligoelementi che offrono effetti benefici sull’anemia, stanchezza generale e mancanza di ferro. E’ capace di stimolare la digestione e ha degli effetti lassativi. I frutti dell’albicocco (prunus armeniaca) possono essere utilizzati in cucina: nello specifico, grazie al loro gusto leggermente acidulo è possibile affiancarle alla carne. Vi sono inoltre dei piatti tipici con le albicocche, come il koresch e il tajine. Il nocciolo è denominato armellina e può essere utilizzata per preparare liquori e amaretti.

CURIOSITÀ SULL’ALBICOCCO – PRUNUS ARMENIACA

L’albicocco (prunus armeniaca) in origine veniva considerata maledetta come pianta e si diceva che causasse la febbre. Attualmente viene impiegata anche nella cosmesi e cura della pelle, ed è ottimale soprattutto per le rughe e smagliature.

Informazioni aggiuntive

Peso 3 kg
Dimensioni 20 × 20 × 190 cm

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