SUSINO (VAR. APRÀ) – PRUNUS DOMESTICA

19,90

Vaso 4,8 lt / H 50-80 cm

APRÀ: Varietà produttiva di media vigoria. Frutti dalla buccia viola-blu, di piccola pezzatura e che maturano intorno all’ultima decade di luglio. Polpa giallo-aranciato, spicca, dolce e aromatica che si adatta al consumo fresco oltre che per confetture. Buona resistenza alle avversità fungine. Varietà tipica della zona del Torinese. Autofertile.

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Descrizione

Il susino (Prunus domestica) è una pianta a portamento arboreo o arbustivo con foglie decidue, appartenente alla famiglia botanica delle Rosacee. Originario della regione del Caucaso, in Asia, venne introdotto nel bacino del Mediterraneo dai Romani nel II secolo a.C. Al tempo delle Crociate, attorno al XIII secolo, la sua coltivazione si diffuse in tutto il continente Europeo, soprattutto nelle zone con clima più mite.

LA PIANTA DEL SUSINO (Prunus domestica)

Il susino europeo (Prunus domestica) è una pianta arborea o arbustiva con foglie caduche, che può raggiungere un’altezza di 8 metri, anche se nei frutteti si tende a potarle ad un’altezza massima di 4 o 5 metri, per semplificare le operazioni di raccolta. L’apparato radicale tende a svilupparsi solo moderatamente in profondità e il tronco ha spesso un aspetto nodoso e contorto. Le foglie, di colore verde scuro, sono ovali, con i bordi finemente frastagliati e la pagina inferiore decisamente tomentosa.

I fiori del susino (Prunus domestica) sono bianchi e di norma fioriscono prima che la pianta produca le foglie. Sono molto piccoli, hanno 5 petali e di solito sono raggruppati in gruppetti di 2-3, che si chiamano corimbi. Sebbene siano ermafroditi ed in grado di auto-fecondarsi, per l’impollinazione del susino è molto importante l’attività degli insetti impollinatori, prime tra tutte le api da miele e quelle selvatiche.

Il frutto del susino è una drupa; a seconda della varietà può avere forma tondeggiante o allungata; il colore della buccia a maturazione può essere giallo, rossastro o violaceo. Anche la dimensione è molto variabile: si va da frutti lunghi circa 3 cm (noti come susine) a drupe tondeggianti con un diametro di circa 5 cm (comunemente chiamate prugne). Nel frutto è possibile distinguere varie porzioni: partendo dall’esterno troviamo la buccia, che in termini botanici prende il nome di epicarpo; nelle susine è ricoperta da una cera antibatterica chiamata pruina. Più internamento troviamo la polpa di colore giallo o rossastro, molto zuccherina e con un leggero retrogusto acidulo e fresco. A diretto contatto con il seme troviamo l’endocarpo, edibile e di colore rosso intenso. Il seme, a seconda della varietà, può essere allungato o tondeggiante; in ogni caso, è sempre composto da un tegumento esterno molto duro e liscio, che racchiude l’embrione e il suo tessuto nutritivo, l’endosperma.

DOVE SI PUO’ COLTIVARE IL SUSINO (Prunus domestica)

Adattato a climi temperati, il susino prospera in aree non troppo calde, con suolo drenante e ricco in sostanze nutrienti.

IL CLIMA IDEALE PER IL SUSINO

Il susino europeo (Prunus domestica) cresce al meglio in climi freschi ed è adattato per resistere ad inverni lunghi e rigidi; pertanto, questa coltura ha maggiore successo nelle zone temperate e in bassa montagna, mentre stenta a crescere nelle aree più tipicamente mediterranee. Dal momento che la fioritura avviene piuttosto avanti nella primavera è relativamente resistente anche alle gelate tardive, che raramente portano alla perdita del raccolto.

IL TERRENO GIUSTO PER IL SUSINO

Il susino europeo (Prunus domestica) non è particolarmente esigente in tema di terreno: cresce bene sui suoli più disparati ed è in grado di resistere senza troppi problemi all’ipossia causata da ristagni idrici e alla presenza di ioni calcio in eccesso nel terreno. È invece sensibile alla salinità: pertanto, per l’irrigazione è importante utilizzare sempre acqua priva di sali.

MESSA A DIMORA DEL SUSINO

Di norma le piantine messe a dimora sono innestate su un portainnesto (che deve essere selezionato in modo tale da adattarsi alla perfezione alle condizioni pedologiche e climatiche) e hanno un paio d’anni d’età. Per massimizzare la produzione delle singole piante, è buona norma distanziare di almeno 3-4 metri i susini presenti in un filare, e mantenere una distanza tra i filari di almeno 6 metri. La buca per la messa a dimora deve essere preparata in anticipo e avere un profondità di 50-70 cm; prima di piantumare il susino, si consiglia di concimare la buca con letame o compost ben maturi. Il punto di innesto deve rimanere al di sopra del livello del suolo. Il periodo ideale per la messa a dimora è quello autunnale o le prime settimane dell’inverno, prima che inizino le gelate. Per proteggere le radici delle piantine dagli sbalzi termici e dalla disidratazione, nonchè per combattere lo sviluppo di erbe infestanti, si consiglia di effettuare la pacciamatura dei susini appena messi a dimora, utilizzando materiale organico fresco o secco. Le piante appena piantumate devono essere annaffiate abbondantemente e con frequenza. Possono volerci alcuni anni prima che il susino (Prunus domestica) porti i primi frutti: quando inizierà a farlo, tuttavia, garantirà produzioni abbondanti.

COME SI COLTIVA IL SUSINO (Prunus domestica)

IRRIGAZIONE DEL SUSINO

Come per la maggior parte delle rosacee da frutto, anche il susino da adulto non richiede irrigazioni frequenti, se non nei periodi particolarmente secchi e aridi. Nei primi 3 anni dopo l’impianto, tuttavia, si consiglia di bagnarlo frequentemente, tramite irrigazione a goccia o a spruzzo, soprattutto nel periodo compreso tra la fioritura e la maturazione dei frutti.

CONCIMAZIONE DEL SUSINO

La concimazione deve essere effettuata ogni anno, con letame o compost di buona qualità e ricco in azoto, da spargere attorno alle piante nel tardo inverno, circa un mese prima della ripresa della stagione vegetativa.

COLTIVAZIONE IN VASO DEL SUSINO

La concimazione assume un ruolo fondamentale per le piante di susino (Prunus domestica) coltivate in vaso, dal momento che il successo di questa pratica colturale dipende, da un lato, dalla qualità del terreno e, dall’altro, dalla capacità di fornire alle piante un fertilizzante in grado di integrare efficacemente i nutrienti presenti nel contenitore. I susini in vaso, in ogni caso, difficilmente raggiungeranno dimensioni imponenti; anche la loro produzione sarà moderata, ma comunque sufficiente per portare in tavola numerose razioni di susine nel corso dei mesi estivi.

LE PIU’ COMUNI MALATTIE DEL SUSINO

Nei climi umidi e nelle annate particolarmente piovose, il susino è spesso soggetto a malattie fungine, come la monilia (che fa ammuffire le susine e le porta alla mummificazione) e la ruggine del susino (che si manifesta con la comparsa di macchioline rossastre sulla pagine inferiore delle foglie e causa defoliazione delle piante). Numerose specie di insetti, inoltre, possono attaccare le piante di susino; tra i più diffusi possiamo citare gli afidi, la Cydia del susino (le cui larve si cibano delle drupe mature), le tentredini (che depongono le uova alla base dell’ovario e causano la caduta prematura dei frutticini), la cimice asiatica, i moscerini della frutta. Oltre ai trattamenti con antiparassitari chimici sintetici – il cui utilizzo andrebbe limitato ai soli casi di infestazione incoercibile e sarebbe sempre da evitare nelle settimane immediatamente precedenti la raccolta – per controllare le popolazioni di insetti nocivi risultano spesso efficaci i metodi di lotta biologica e di lotta integrata.

COME POTARE IL SUSINO

Come è norma negli alberi da frutto, anche il susino (Prunus domestica) deve essere sottoposto alla potatura di formazione, da eseguirsi per taluni anni dopo la messa a dimora con lo scopo di conferire alla pianta la forma desiderata. La potatura di mantenimento, poi, deve essere eseguita annualmente durante l’inverno o in della primavera: nel primo caso di parla di potatura secca, finalizzata a sfoltire la chioma per permettere ai rami superstiti di ricevere una buona illuminazione solare e per regolare la produzione. La potatura verde, che si esegue in primavera, ha la funzione primaria di eliminare i polloni e i rami rigettati dalla base della pianta, nonché di ridurre il numero di frutti presenti sui rami per consentirne il massimo sviluppo. Inoltre, nel caso in cui le piante manifestassero i segni di qualsiasi genere di malattia, è fondamentale intervenire al più presto per eliminare le parti infette, che dovranno poi essere rimosse dal campo e possibilmente bruciate. Soprattutto in caso di patologie causate da miceti o altri micro-organismi, è opportuno rastrellare ed eliminare anche le foglie cadute al suolo, che potrebbero fungere da inoculo permanente per la malattia.

RACCOLTA DEI FRUTTI DEL SUSINO (Prunus domestica)

La raccolta dei frutti del susino avviene tipicamente in estate, da giugno a settembre a seconda della varietà. Di norma viene eseguita a mano, direttamente dalla pianta oppure dal suolo, dopo aver scosso vigorosamente la pianta per far cadere i frutti maturi. La conservazione dei frutti è piuttosto limitata nel tempo, anche in cella frigorifera con atmosfera controllata.

I frutti del susino, nel linguaggio comune, vengono chiamati indifferentemente susine o prugne. Tuttavia, per essere precisi occorrerebbe utilizzare il termine susina esclusivamente per indicare i prodotti delle piante di susino europeo, mentre il termine prugna sarebbe da riservare ai frutti dei susini del gruppo cino-giapponese. Si tratta, in ogni caso, di una sottigliezza con poche ricadute pratiche nella vita quotidiana, dove è perfettamente accettabile che i due nomi siano utilizzati in maniera intercambiabile.

PROPRIETA’ E UTILIZZI DEL SUSINO (Prunus domestica)

Le susine vengono consumate prevalentemente fresche o cotte; tuttavia, possono anche venire conservate sotto sciroppo o venire spremute per ricavare succhi di frutta ed estratti. Molto diffuso è anche il loro utilizzo nella preparazione di confetture e di deliziosi liquori. Vengono inoltre utilizzate, specialmente nella cucina mitteleuropea, per preparare intingoli con cui accompagnare carni dal sapore particolarmente deciso, come quella di cinghiale e di cervo. Le susine possono anche essere fatte essiccare, ottenendo uno snack delizioso ma con un apporto calorico – a parità di peso – all’incirca quadruplo rispetto a quello dei frutti freschi.

Le susine sono molto ricche in fibre, in vitamine (soprattutto quelle del gruppo B e il retinolo, noto anche come vitamina A) e in sali minerali, a fronte di un apporto calorico moderato. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che la polpa della susina facilita la secrezione biliare, favorendo i processi digestivi. Il loro gusto dolce, con una punta acidula e rinfrescante, le rende gradite anche ai palati più esigenti e ai bambini. Se ne sconsiglia tuttavia un consumo eccessivo, dal momento che possono avere un effetto lievemente lassativo. La buccia è ricca in polifenoli, potenti antiossidanti naturali in grado di proteggere la pelle dalla foto-ossidazione e gli organi interni dai radicali liberi.

CURIOSITA’ SULLA PIANTA E SUI FRUTTI DEL SUSINO (Prunus domestica)

Secondo la medicina omeopatica e tradizionale, le susine avrebbero effetti afrodisiaci e potrebbero essere un valido aiuto in caso di impotenza, dato che la loro forma ricorda quella dei testicoli: non a caso, nel XVII secolo sulle finestre delle case chiuse venivano esposti piatti pieni di susine crude o cotte, per stimolare la bramosia e l’ardore sessuale dei clienti.

Informazioni aggiuntive

Peso 3 kg
Dimensioni 20 × 20 × 190 cm

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