MELO (VAR. CALVILLA BIANCA) – MALUS DOMESTICA

19,90

Vaso 4,8 lt / H 50-80 cm

CALVILLA BIANCA: Varietà di media vigoria che fruttifica prevalentemente su lamburde e brindilli. Frutti dalla buccia giallo-verde con sovraccolore rosso sfumato che presentano grosse lenticelle, di pezzatura medio grossa e che maturano intorno all’ultima decade di settembre. Polpa color bianco crema dal sapore dolce aromatico che si adatta al consumo fresco. Buona resistenza alla ticchiolatura da parte della pianta. 

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Descrizione

Il melo (Malus domestica) è una pianta da frutto ampiamente diffusa in tutto il mondo, appartenente alla famiglia botanica delle Rosaceae. Si ritiene che la specie oggi coltivata in tutto il globo derivi dal melo selvatico Malus sieversii, originario dell’Asia Centrale.

LA PIANTA DEL MELO (Malus domestica)

Il melo (Malus domestica) ha portamento arboreo; allo stato selvatico può arrivare ai 10-12 metri di altezza; tuttavia, nei frutteti viene mantenuto ad un’altezza di circa 3 metri, per facilitare le operazioni di raccolta e di potatura. Le radici sono piuttosto superficiali; il fusto è diritto e con corteccia liscia; la chioma è compatta e di forma tondeggiante. Le foglie sono decidue, ovali, con margine seghettato, ricoperte da una lieve peluria sulla pagina inferiore.

Attorno al mese di aprile, il melo sfoggia maestose fioriture di fiori ermafroditi bianchi screziati di rosa, raccolti in piccole infiorescenze dette corimbi. A seguito dell’impollinazione, operata per loro più da insetti pronubi del genere Apis, si sviluppa la mela, che dal punto di vista botanico è un pomo, ossia un falso frutto. Le mele iniziano a svilupparsi nella tarda primavera e giungono a maturazione in estate o in autunno. In generale, i frutti maturi hanno un diametro di circa 6-9 cm e possono essere di colore verde, giallo o rosso.

Le varietà di melo (Malus domestica) sono numerose; ognuna di esse produce frutti caratteristici per forma, colore della buccia e della polpa, dimensione, consistenza e sapore. Tra le cultivar più antiche vi sono le seguenti: Carla, Calvilla Rossa, Ciocarina, Magnana, Gambafina Piatta, Runsè, Contessa, Marcon. Pur nella loro diversità, tutte queste mele presentano una buccia superficiale (edibile ma coriacea), uno spesso strato di polpa succosa e croccante, e un torsolo interno coriaceo e difficilmente masticabile. Noto anche come pericarpo, il torsolo della mela contiene 5 carpelli con disposizione a stella, ognuno dei quali contiene fino a 3 semi.

DOVE SI PUO’ COLTIVARE IL MELO (Malus domestica)

CLIMA IDEALE PER IL MELO

In linea generale, il melo (Malus domestica) è un albero da frutto piuttosto semplice da coltivare: frugale e resistente, cresce senza difficoltà nei climi temperati e freddi. Dal momento che predilige le temperature moderate e che è in grado di sopportare minimi invernali molto bassi (fino a -25°C) viene coltivato sia in pianura che in bassa montagna, anche oltre i 1000 metri di quota. Per fruttificare al meglio, alcune varietà di melo hanno bisogno – in media – di circa 1000 ore di temperatura compresa tra 0 e 14°C (con optimum a 7°C) durante la stagione fredda; le cultivar adattate ai climi più caldi, tuttavia, hanno un fabbisogno di freddo meno marcato e vanno a frutto anche se le temperature invernali sono particolarmente miti. Eventuali gelate primaverili tardive, nel periodo della fioritura e della formazione dei frutti, possono danneggiare la pianta e compromettere il raccolto dell’anno, anche nelle cultivar meglio adattate ai climi freddi.

ESIGENZE PEDOLOGICHE DEL MELO

Il melo (Malus domestica) non è particolarmente esigente dal punto di vista trofico; in ogni caso, predilige terreni con un buon drenaggio, a pH neutro, con abbondanza di calcio ma contenuto limitato in calcare. Avendo apparato radicale superficiale, il melo non richiede un terreno particolarmente profondo; in ogni caso, per permettere alle radici di svilupparsi adeguatamente, si consiglia di impiantare i frutteti su suoli con uno sviluppo verticale di almeno mezzo metro.

MESSA A DIMORA DEL MELO

La messa a dimora del melo (Malus domestica) avviene di norma nel periodo di riposo vegetativo, tra ottobre e marzo, utilizzando piante già innestate di 1 o 2 anni d’età e preparando il terreno con anticipo. Occorre utilizare portainnesti adeguati alle condizioni climatiche e pedologiche locali. Le piante vanno piantate a circa 3 metri di distanza l’una dall’altra, ben esposte al sole, in buche di circa 70 x 70 cm, profonde almeno mezzo metro e concimate con letame maturo, avendo cura che il punto di innesto si trovi circa 15-20 cm al di fuori del terreno. Completata la messa a dimora, le piante vanno irrigate abbondantemente. Una buona prassi è quella di pacciamare le piante appena trapiantate con materiale organico, in modo da limitare la competizione con le erbe infestanti, proteggere le radici dal gelo e mantenere un livello adeguato di umidità nel terreno.

Ogni cultivar di melo (Malus domestica) ha esigenze specifiche in termini climatici e trofici: pertanto, il requisito primario per coltivare con successo un meleto è utilizzare le varietà meglio adattate alle condizioni locali. In linea di massima, è consigliabile orientarsi verso cultivar il più possibile autoctone: sviluppate appositamente per fruttificare al meglio in un luogo geografico specifico, queste varietà garantiranno ottimi risultati, saranno resistenti ai parassiti locali e richiederanno meno cure da parte dell’agricoltore.

COME SI COLTIVA IL MELO (Malus domestica)

IRRIGAZIONE DEL MELO

Il melo (Malus domestica) è una pianta piuttosto rustica, con esigenze idriche moderate. Se il portainnesto e sufficientemente vigoroso, sarà necessario irrigare la piantagione, possibilmente tramite sistema a goccia, solo nei primi 2 o 3 anni dall’impianto e nei periodi di siccità. I meli innestati su portainnesti deboli e allevati a fusetto (ossia con le piante messe a dimora a distanza molto ravvicinata) richiedono invece irrigazione per l’intero ciclo vitale della piante. In ogni caso, è consigliabile interrompere l’irrigazione qualche settimana prima della raccolta, per poi riprenderla dopo aver asportato le mele dagli alberi, per preparare le piante alla stagione successiva.

CONCIMAZIONE DEL MELO

La concimazione del melo (Malus domestica) è indispensabile al momento del trapianto in campo. Inoltre, per garantire la continuità nella produzione dei frutti, è buona norma concimare le piante nel periodo post-raccolta a partire dal terzo anno dalla messa a dimora. È consigliabile utilizzare compost o letame maturi, per evitare marciumi e per apportare ai meli sostanze nutritive di qualità. La tipologia di concime da somministrare dipende sia dalla cultivar che dal tipo di innesto; in linea di massima, comunque, si consiglia di fornire alle piante un apporto adeguato di azoto, potassio, calcio e magnesio.

PRINCIPALI MALATTIE DEL MELO

Il melo (Malus domestica) è piuttosto resistente alle malattie, soprattutto se ci si orienta verso le varietà autoctone, ben adattate ai patogeni locali. Ciononostante, le piante possono occasionalmente essere attaccate da malattie fungine: le più comuni sono la ticchiolatura, che provoca piccole macchie scure sulle lamine fogliari, e l’oidio, caratterizzato da macchie più estese, chiare e di aspetto pulverulento. La prima può essere trattata utilizzando il rame; contro l’oidio, invece, sono efficaci sia lo zolfo che il bicarbonato di sodio e di potassio. Le piante di melo vengono attaccate occasionalmente da varie specie di insetti parassiti, tra cui le cocciniglie, gli afidi, il verme della mela (Carpocapsa pomonella), i lepidotteri ricamatori e il rodilegno: contro tutti questi organismi sono efficaci i metodi di lotta biologica e l’installazione di trappole specie-specifiche. Infine, il melo manifesta talvolta una patologia, causata non da organismi patogeni ma dalle condizioni di crescita, che prende il nome di butteratura amara: essa è dovuta ad un difficoltoso transito del calcio dalla pianta ai frutti e comporta la presenza di porzioni indurite nella polpa, che rendono il frutto inadeguato per il consumo e la vendita. Si previene fornendo alla pianta concimi ricchi di calcio nel periodo invernale, o irrorando le foglie con cloruro di calcio nel periodo vegetativo.

COLTIVAZIONE IN VASO DEL MELO

All’occorrenza, è possibile coltivare il melo (Malus domestica) anche in vaso, ma in questo caso non ci si possono aspettare grandi rese. È necessario che il vaso abbia un diametro adeguato e una profondità sufficiente per permettere lo sviluppo dell’apparato radicale. Inoltre, il terreno deve essere frequentemente concimato con compost o letame di qualità, ed arricchito con sali minerali. La pianta rimarrà piuttosto piccola e la produzione di frutti sarà molto limitata.

COME E QUANDO POTARE IL MELO

La potatura del melo è fondamentale sin dall’anno di impianto, per dare alla pianta la forma desiderata. In seguito, deve essere effettuata periodicamente per garantire il benessere delle piante e assicurare rese uniformi nel corso degli anni. Viene di norma effettuata in autunno-inverno, quando la temperatura è ancora al di sopra dello zero, sfoltendo la chioma tramite l’eliminazione dei rami secchi o cresciuti troppo in basso. L’intensità della potatura sarà minima per piante in buona salute e molto marcata per quelle che presentano segni di debolezza o malattia. Nel periodo primaverile, è talvolta necessario diradare i frutti per evitare che l’albero abbia una sovrapproduzione a cui seguirà un anno di scarica, con un raccolto scarso. Inoltre, l’eliminazione dei frutti eccedenti nei primi stadi di sviluppo permetterà di ottenere mele di pezzatura maggiore.

MELO (Malus domestica): RACCOLTA

Per quasi tutte le cultivar di melo, la raccolta ha luogo nel periodo autunnale, tra agosto e ottobre; non mancano tuttavia alcune varietà precoci che si raccolgono tra luglio e settembre.

La raccolta manuale da terra viene effettuata, di norma, solo in piccoli appezzamenti con alberi bassi e con chioma rada. Nei meleti intensivi e con piante possenti, si ricorre al coglifrutta. Qualsiasi metodo di raccolta venga scelto, è fondamentale avere la massima cura e raccogliere i frutti integri. Le mele vengono accatastate, con delicatezza ed evitando impatti, all’interno di bins rigidi in plastica, eliminando i frutti marci o danneggiati. Le varietà estive si conservano, in genere, per poco tempo; le mele autunnali, invece, possono essere conservate in cella frigorifera anche per molti mesi, a condizione che siano state raccolte con cura, evitando di ammaccarle.

PROPRIETA’ E UTILIZZI DEI FRUTTI DEL MELO (Malus domestica)

La polpa, a seconda della varietà, può essere aspra e croccante, oppure dolciastra e farinosa. Le mele vengono normalmente consumate fresche o cotte, come ingredienti di conserve, torte e pietanze. Inoltre, possono essere spremute per ottenere succhi salutari, fermentate per produrre sidri rinfrescanti, o fatte essiccare in chips croccanti e deliziose.

Le mele, povere in zuccheri e grassi, sono sazianti ma apportano poche calorie; inoltre, grazie all’elevato contenuto in fibre regolarizzano il transito intestinale e aiutano a combattere la diarrea. L’elevato contenuto in polifenoli, infine, aiuta l’organismo a combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e di gravi danni ai tessuti.

CURIOSITA’ SUL MELO (Malus domestica)

Secondo la saggezza popolare “una mela al giorno leva il medico di torno“; alcuni ritengono addirittura le mele siano in grado di prevenire il cancro e di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. In realtà, non è dimostrato che il frutto del melo sia effettivamente in grado di prevenire le malattie: come tutti i frutti, è un alimento salutare e che non deve mai mancare in una dieta equilibrata, ma non ci si può aspettare che il suo consumo faccia miracoli.

Informazioni aggiuntive

Peso 3 kg
Dimensioni 20 × 20 × 190 cm

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