PERO (VAR. MADERNASSA) – PYRUS COMMUNIS

19,90

Vaso 4,8 lt / H 50-80 cm

MADERNASSA: Varietà originaria della borgata Madernassa di Vezza d’Alba e conosciuta anche come “Gavello”, molto produttiva, di media vigoria che fruttifica prevalentemente su lamburde e brindilli. Frutti dalla buccia color giallo-verdastro, talvolta sfumata di rosso se esposta al sole, che presentano molteplici lenticelle, di pezzatura medio grande e che si raccolgono intorno alla metà di ottobre; la maturazione di questi ultimi in seguito alla raccolta avviene da novembre a febbraio. Polpa compatta color bianco crema dal sapore dolce aromatico che si adatta al consumo fresco a alla trasformazione. Da segnalare inoltre la tradizionale cottura di questa varietà che ne esalta le caratteristiche organolettiche del frutto. Buona resistenza alle avversità fungine. Autofertile.

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Descrizione

LA PIANTA DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero, chiamato nel gergo tecnico Pyrus communis, è un noto albero da frutto, fortemente diffuso nella maggior parte delle regioni italiane.

Nella fase della giovinezza, si presenta come una pianta dal tronco scuro e liscio, caratterizzato da una fronda sviluppata verso l’alto e con la forma di una piramide.

Con il passare del tempo la distribuzione delle foglie diviene tondeggiante e il tronco si fa più spesso e meno regolare, con delle zone fessurate.

L’altezza massima che è possibile raggiungere è di 15 metri, con 8 metri di fronde orizzontali sulle quali si sviluppano frutti succosi di vario genere, che vanno dal verde intenso al marrone più scuro. Altezza che varia ovviamente in funzione del portinnesto.

Le foglie presentano una forma ovale, che ricorda quasi un’ellisse, verde acceso in estate e dal bordo frastagliato, mentre in autunno si scuriscono come molti altri alberi nella stessa stagione.

I fiori compaiono in primavera e si raccolgono inizialmente in grappoli bianchi, per poi diventare frutticini verdi-gialli nel corso dell’estate, fino a quando non si trasformano in frutti solitamente nei mesi che vanno dalla fine dell’estate a tutto l’inverno a seconda della varietà.

Nato in Europa Meridionale e in Asia sudoccidentale, il pero costituisce uno degli alberi da frutto più proficui, in quanto permette una copiosa raccolta di frutti destinati al normale consumo fresco ma anche alla creazione di marmellate e conserve, oltre che di altri prodotti dolci e salati regionali.

Si tratta di un frutto leggero e poco calorico, fonte di vitamina c, minerali e potassio, caratterizzato da zuccheri semplici e facilmente digeribili.

DOVE COLTIVARE IL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero viene coltivato principalmente in Europa meridionale, poiché richiede una serie di specifiche condizioni climatiche che è possibile trovare in questa zona del globo.

Le varietà di frutto variano di regione in regione, alcuni sono piccoli e succosi, altri più grandi e fragranti, tutti sono utili al consumo immediato o alla trasformazione.

IL CLIMA IDEALE PER IL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero è una pianta che si sviluppa in buona parte del Vecchio Continente, in paesi che hanno un clima piuttosto caldo per la maggior parte dell’anno ma anche in quelli che dove alcune stagioni vedono un significativo calo delle temperature.

Si tratta di una pianta che necessita del sole ma non per forza diretto e di una penombra leggera per potersi sviluppare al meglio, pertanto si presta ad essere posizionata al riparo dalle intemperie e soprattutto dal vento se possibile, che danneggia le fronde.

La minima temperatura sopportata è di – 15 gradi, ma qualora si verificassero frequenti gelate, il pero è capace di sostenere la rigidità dell’inverno senza riportare particolari danni se curato come vedremo in seguito.

Se pertanto il pero resiste bene ai mesi freddi, durante le estati torride richiede un’innaffiatura frequente per fruttificare regolarmente.

Si tratta di una pianta che oltre alla coltivazione in piena terra può essere posta anche all’interno di un vaso, ovviamente scegliendo una dimensione che rispetti le dimensioni della pianta al momento del travaso e a patto che venga esposta in una zona luminosa oltre che nutrita regolarmente con concimazioni specifiche da piante da frutto. La produzione di frutta all’interno del vaso sarà ovviamente inferiore alla resa della pianta in piena terra.

IL TERRENO IDEALE PER IL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il terreno ideale per il pero è una terra ricca di calcare, con un pH tra il 6,5 e il 7,5, di medio impasto e smossa di frequente per favorire l’ossigenzazione delle radici.

La necessità è quella di un substrato fresco, a tratti leggermente umido, senza che però si verifichino delle aree di ristagno idrico.

La terra deve pertanto avere un ottimo drenaggio ed essere ricca di sostanze nutritive così da favorire una generosa fioritura e conseguente allegazione dei frutti.

Si tratta di un albero da frutto che riesce a convivere con le altre varietà e specie differenti, che sopporta discretamente gli sbalzi climatici e necessita solo di piccole accortezze per raggiungere la maturità e produrre numerosi frutti.

All’interno del vaso lo sviluppo avviene chiaramente in forma minore e la massima altezza ottenuta è di pochi metri rispetto all’altezza raggiungibile dalla pianta in piena terra.

COME SI COLTIVA IL PERO – PYRUS COMMUNIS

Per ottenere delle pere succose dalla fine dell’estate fino all’inverno, è necessario prendersi cura del pero in ogni stagione dell’anno.

In primo luogo è importante scegliere l’esposizione corretta, possibilmente non esposto tutto all’ombra.

Dei raggi solari diretti per metà giornata e una componente di penombra sono la condizione ideale per la crescita della pianta e per evitare che questa sia prolifica.

Fai attenzione a distinguere poi la varietà di pero che hai di fronte, ognuna delle quali presenta delle specifiche caratteristiche visive e di comportamento.

Le pere del ghiaccio, ad esempio, nascono da una pianta che produce dei frutti piccoli e che si consumano previa cottura, mentre il Tomin d’Estate è una varietà precoce che offre una pera giallo-verdastro puntinata, dalla polpa bianca e aromatica, che si adatta al consumo fresco.

La variante Cedrata romana, invece, produce frutti di grossa pezzatura color giallo citrino dal sapore dolce e aromatica che si conservano molto bene in seguito alla raccolta.

Le pere Madernassa, ad esempio, vanno raccolte ad ottobre e lasciate maturare per un paio di mesi prima di essere consumate fresche oppure tradizionalmente cotte come si usa fare anche con la varietà Martin Sec.

IRRIGAZIONE DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero è una pianta che necessita di essere annaffiata con una certa regolarità, in quanto il terreno dovrebbe essere umido senza creare ristagni di liquidi.

Pertanto, soprattutto in estate e se il clima tende a diventare molto arido e secco, procedi a bagnare il terreno circostante, che però deve possedere una buona capacità drenante.

Ricorda che se si verificano gelate sotto i -10 gradi è meglio procedere con la pacciamatura del pero, per evitare che l’acqua si trasformi in un pericolo.

Anche in caso di pianta coltivata in vaso, il principio è lo stesso, con la possibilità di spostare il vaso a seconda dell’esposizione del sole e del vento per non fargli soffrire i cambiamenti climatici, che comunque sopporta abbastanza agevolmente.

CONCIMAZIONE DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero è un albero da frutto e come tale beneficia di una concimazione periodica accurata.

In linea generale potrai utilizzare sia letame maturo oppure del concime organico NPK, da distribuire sul terreno per renderlo maggiormente ricco.

Questa operazione è molto utile soprattutto se a fianco sorgono degli altri alberi da frutto e pertanto il terreno potrebbe essere sfruttato e non più troppo nutriente.

Tra le sostanze maggiormente benefiche per il pero, troviamo certamente il ferro e il magnesio, oltre che ovviamente fosforo e sopratutto potassio, che possono essere somministrate anche tramite fertilizzanti a base naturale, così da favorire un’abbondante fruttificazione.

LE PRINCIPALI MALATTIE DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

Gli alberi da frutto sono purtroppo soggetti a una serie di malattie, che possono colpire in maniera più o meno grave e, se non curate correttamente portano alla morte della pianta stessa.

Una delle più frequenti è la Psilla, che prevede la presenza di un insetto fitofago che si nutre della linfa delle foglie pungendole e rilasciando melata che provoca scottature sulle foglie. Oltre al danno in sé la Psilla è anche un insetto vettore della Moria del Pero.

Un altro problema può essere causatao dalla Ruggine Europea, molto diffusa in zone collinari e montane, che causa macchie ovali sulle foglie che successivamente assumono una colorazione giallo scuro. A lungo andare tale condizione può portare a seccare la foglia pertanto in caso di queste anomalie cromatiche il consiglio è di intervenire immediatamente con prodotti appositi e prestare attenzione alla presenza di piante di ginepro in quanto è una specie che ospita il fungo e ne accentua di conseguenza la diffusione.

L’antonomo è invece un coleottero che depone le sue uova all’interno delle gemme del fiore del pero causando il disseccamento della gemma stessa oltre che causare piccole erosioni fogliari e perforare la base delle gemme a legno.

Un altro piccolissimo insetto è l’Afide grigio che provoca accartocciamento delle foglie e disseccamento dei germogli.

L’Oplocampa o Tentredine è invece un insetto che allo stadio larvale presenta un colore bianco-rosato che ama la polpa succosa della pera e spesso riesce a penetrare fino all’interno, facendo marcire i frutti causando deformazioni di questi ultimi e conseguente marciume.

Infine, la Ticchiolatura consiste in una serie di macchie di colore scuro, che vanno a ricoprire le foglie e la buccia dei frutti. Per prevenire quest’ultima malattia è importante apportare potature di sfoltimento per favorire la circolazione dell’aria all’interno della chioma.

Una volta individuato il tipo di malattia, è possibile intervenire con rimedi naturali o con sostanze chimiche con l’obiettivo di salvare il frutto e la pianta.

COLTIVAZIONE IN VASO DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

Il pero può essere coltivato in vaso, anche se raggiunge chiaramente un’altezza minore rispetto ad un esemplare coltivato in piena terra.

Le accortezze sono le medesime della coltivazione nel campo, come il terreno umido ma ben drenato, l’esposizione soleggiata e concimazioni che apportino i nutrienti necessari durante allo sviluppo e alla fruttificazione.

LA POTATURA DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

È necessario distinguere la potatura da allevamento rispetto a quella da produzione.

Nel primo caso si parla di forme a palmetta, con l’asse della palma accorciata a 60-80 cm, e fusetto, con 4 o 6 branche laterali, per equilibrare la pianta nella struttura.

Per potare un pero, quindi, si parte dalle fronde laterali e si procede verso l’interno eliminando i rami di un anno, che sono del tutto improduttivi.

I rami di due anni, invece, sono solo da accorciare per togliere l’eccesso e permettere una buona fioritura, quelli di tre anni necessitano solo di un taglio di ritorno per accentuare il rinnovo.

È opportuno lasciare le gemme se presenti e spostarsi di circa due dita rispetto al tronco.

La stagione ideale per potare la pianta è prima dell’avvento della primavera, così da favorire poi una migliore gemmazione e permettere la presenza di numerosi fiori a grappoli.

LA RACCOLTA DEI FRUTTI DEL PERO – PYRUS COMMUNIS

I frutti del pero, a seconda ovviamente della varietà, maturano dall’estate fino ad inverno inoltrato, e la quantità e la qualità è più o meno variabile a seconda del tipo di cultivar.

Alcune tipologie si conservano a lungo ancorate al ramo, altre deperiscono prima e pertanto necessitano di essere raccolte leggermente acerbe per evitare che poi siano sprecate o cadano a terra.

Informazioni aggiuntive

Peso 3 kg
Dimensioni 20 × 20 × 190 cm

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