GUIDA ALLA COLTIVAZIONE DEL SAMBUCO

LA PIANTA

Il sambuco è una pianta di tipo selvatica, diffusa praticamente ovunque, a partire dall’Italia per finire in tutta Europa. Le origini di questa specie sono davvero antiche e lontane, infatti è stato scoperto che esistevano tracce di bacche di Sambuco già dal periodo del Neolitico, nei primi insediamenti umani.

La specie più comune del Sambuco è senza dubbio il Sambucus nigra, che in italiano viene riconosciuta come sambuco comune o sambuco nero. La sua tenuta è di tipo arborea o arbustiva e fa’ parte della grande famiglia delle Caprifoliacee.

Generalmente, è possibile trovarla sia nelle pianure che negli habitat che arrivano ai 1500 metri di altezza. I luoghi preferiti per la proliferazione di questa pianta sono le radure, i boschi, i vigneti e le scarpate, quindi in ambienti prevalentemente selvatici. E’ molto comune trovarla nel Nord Italia, anche negli ambienti antropizzati.

Il Sambuco può presentarsi in due diverse forme, quella dell’arbusto e quella dell’albero. Sotto forma di albero, può raggiungere fino ai dieci metri di altezza, con la sua chioma molto folta e di forma globosa e voluminosa. Le radici si sviluppano in modo piuttosto superficiale e l’attività pollonifera è decisamente grande, portando la pianta ad ingrandirsi.

Il tronco dell’albero dritto e decisamente ramificato, con i rami che si generano dal basso con la loro andatura ricadente. La forma del tronco è irregolare e piuttosto contorta, con la presenza di diversi nodi. Il colore della corteccia tende al grigio scuro e la superficie di questa è prevalentemente ruvida con dei grandi solchi. L’albero di sambuco presenta una sezione del tronco e dei rami davvero particolare, con il suo midollo morbido ed elastico, dal colore bianco. Grazie a questa caratteristica, risulta facile spogliarlo dal legno per creare piccoli oggetti di legno o, addirittura, degli strumenti musicali di valore.

Le foglie e i fiori del Sambuco

Le foglie di questa pianta cadono durante il periodo autunnale e quello invernale. Sono picciolate, raggiungono fino ai venti centimetri di lunghezza e presentano una forma rotonda, tendente all’ovale, con l’apice appuntito. Il colore è di un verde piuttosto acceso, se vengono sfregate sono in grado di sprigionare una puzza molto invadente.

I fiori del Sambuco sono facilmente visibili e molto caratteristici. Hanno dimensioni veramente piccole, la loro colorazione è chiara tendente al bianco panna e la loro forma ricorda una stella. Questi fiori, si riuniscono in infiorescenze a forma di ombrello, che si presentano con un diametro che può arrivare ai venti centimetri di lunghezza.

Le infiorescenze sono di tipo peduncolate con i fiori che sono inizialmente eretti, per poi diventare reclinati. Il loro calice è ristretto e campanulato, con la corolla che si divide in cinque petali.

La fioritura avviene nel periodo primaverile e per l’intero mese di luglio. Il profumo dei fiori è molto caratteristico e piacevole, rendendosi distinguibile anche dalla lunga distanza. I fiori sono impiegati in diversi ambiti, anche in quello erboristico, per preparare sciroppi e altri prodotti.

I frutti del Sambuco

I frutti sono praticamente delle bacche molto piccole, dalla forma sferica. Inizialmente, assumono una colorazione verde, per poi passare al viola ed infine al nero. Una volta maturate si presentano lucide e ricche di succo, contenenti tra i due e i 4 semi. Le drupe si presentano in raggruppamenti di infruttescenze cadenti, appese a dei peduncoli tendenti al rosso.

La maturità di queste bacche avviene verso la fine dell’estate, quindi per il mese di agosto, dove rimangono appese fino in autunno.

Se si è intenzionati a raccogliere è molto importante fare attenzione alla maturazione delle bacche, in quanto da acerbe contengono un’alta concentrazione della glicoside sambunigrina, una sostanza che può essere tossica per l’uomo se viene assunta in grandi quantità. Attraverso la cottura e l’estrazione, è possibile eliminare le sostanze tossiche. Diverse specie di uccelli si cibano di questi frutti.

DOVE SI PUO’ COLTIVARE

Clima

Per assicurare uno sviluppo equilibrato e ottimale per il Sambuco, è fondamentale coltivarlo in un luogo dove possa essere a contatto con i raggi del sole per diverse ore. Molto spesso viene coltivato anche nel proprio giardino di casa, anche per tutto il corso dell’anno. Parliamo di una pianta che comunque non soffre particolarmente il gelo e le temperature rigide, anche se scendono sotto lo zero.

Terreno

Generalmente, il sambuco, si adatta praticamente a qualsiasi terreno, ma sono particolarmente indicati i terreni di tipo argilloso, grasso, gessoso e sabbioso. Il subastrato del terreno di coltivazione può avere un pH che sia acido, neutro o alcalino.

Cresce in modo ottimale in presenza di terreni calcarei e si trova a suo agio anche in quelli con maggiore umidità.

Messa a dimora

Bisogna fare attenzione ai venti freddi e alle intemperie, quindi è necessario mettere a dimora il sambuco in posti riparati da muri o altre barriere. Se vi trovate in territori particolarmente freddi è sicuramente preferibile effettuare la messa a dimora nel periodo autunnale, in quanto in primavera è molto probabile che il terreno sia ancora gelato.

COME SI COLTIVA

Annaffiatura

E’ bene effettuare un’annaffiatura regolare e scandita da una certa costanza, sopratutto nelle prime fasi successive al trapianto. Inutile dire che bisogna aspettare che il terreno si asciughi prima di effettuare una nuova innaffiatura. Durante il periodo estivo, questo tipo di pianta, necessita di un annaffiatura ogni 2-3 settimane. 

Concimazione

Nella stagione primaverile, caratterizzata dalla ripresa vegetativa, è consigliabile interrare in corrispondenza delle pianta del concime ricco di azoto, per poi mischiarlo con del fertilizzato in fosforo e potassio, in modo da garantire una buona fioritura e una veloce maturazione dei frutti.

Principali malattie

Parliamo di una pianta che risulta molto resistente ai fattori ambientali ed esterni. Considerando che le foglie delle piante di tipo aromatiche si prestano molto spesso per scopi alimentare, è bene fare attenzione all’utilizzo di pesticidi e insetticidi. . E’ importante utilizzare prodotti agricoli biologici.

Lo sbalzo termico che avviene durante la fase primaverile tra le ore diurne e quelle notturne può portare ad una proliferazione di malattie fungine, causate anche dalle frequenti precipitazioni. Per trattare questo tipo di malattie è necessario agire in maniera preventiva attraverso dei fungicidi, da utilizzare prima che i frutti diventino eccessivamente grossi.

Una volta finita la stagione invernale, può essere utile impiegare degli insetticidi ad ampio raggio, perché il sambuco è a rischio di attacco di cocciniglie e afidi. E’ fondamentale evitare di effettuare trattamenti sulle piante nel giardino in un periodo in cui avvengano fioriture.

Eventuale coltivazione anche in vaso

Essendo una specie spontanea non può tollerare una coltivazione in vaso. Può sopportare solamente i primi 4-5 anni di vita in vaso, dopodiché vanno messe a dimora in giardino. Infatti, nonostante il diametro minimo della pianta è di 50 cm, si assiste ad una crescita esponenziale del sambuco con il passare degli anni.

Come si pota

Ogni volta che si presenta la stagione della ripresa vegetativa, per favorire lo sviluppo dei rami, la fioritura e la generazione dei frutti, è necessario potare la pianta di sambuco. Per quanto riguarda i rami di origine recente basta accorciarli di circa un metro dalla superficie del terreno. Le ferite, che si vanno a creare dopo aver creato i tagli, vanno curate con la pomata sigillante.

RACCOLTA DEL SAMBUCO

I fiori e le foglie di sambuco vengono raccolte nel periodo della tarda primavera, quindi fine aprile o maggio. Per quanto riguarda i frutti, si raccolgono verso la fine di agosto e la corteccia nel periodo autunnale.

Dopo che vengono raccolti, i fiori di sambuco, vanno fatti essiccare all’aria in un’ambiente asciutto. Una volta effettuata l’essicazione, si scuotono in degli appositi sacchetti, per poi conservarli in dei barattoli con chiusura ermetica.

Le bacche, che vengono raccolte solo raggiunta la massima maturazione, vengono lavate con acqua e asciugate. Fatto ciò, si conservano in delle vasche per l’inverno. 

PROPRIETA’ E UTILIZZI DEL SAMBUCO

Il sambuco è una pianta dalle tantissime proprietà. E’ ricca di vitamine, in particolare di vitamina C e di vitamina A e di sali minerali. Parliamo quindi di un vero e proprio integratore naturale. Contiene anche una buona quantità di flavonoidi, sostanza antiossidante. 

Questa pianta è in grado di migliorare e rafforzare le difese immunitarie sia prima che insorgano patologie, sia ai primi sintomi di raffreddore o febbre. Con le sue proprietà diaforetiche, è riconosciuto come un ottimo antinfluenzale, in quanto aumenta la capacità di sudorazione dell’individuo, permettendo un maggiore equilibrio della temperatura corporea in caso di influenza o febbre.

Sono note anche le proprietà digestive, lassative e diuretiche di questa pianta, in quanto richiama acqua nell’intestino, in modo da favorire la regolarità delle sue funzioni. Possiede, inoltre, funzioni antireumatiche ed antinfiammatorie, favorendo l’eliminazione di acido urico nell’organismo.

Sempre grazie alla capacità di aumentare la sudorazione del corpo, può essere considerato con un buon depurativo, che favorisce l’eliminazione delle tossine. In caso di problematiche a livello respiratorio aiuta la fluidificazione e l’espulsione del muco in eccesso.

Questa particolare pianta è in grado anche di migliorare la circolazione sanguigna e contribuisce all’eliminazione di dolori come il mal di testa. 

Secondo degli studi scientifici, dimostrati attraverso diversi esperimenti eseguiti in Germani, è stato rilevato come il sambuco sia in grado di combattere diversi microrganismi patogeni. A questo punto può essere considerato anche un buon antibiotico naturale, perché in grado di bloccare esponenzialmente la crescita di batteri.

Come si assume?

Ci sono diverse modalità per assumere il sambuco, sia fresco che essiccato. E’ consigliabile mangiare i suoi frutti freschi, a patto che siano di stagione e raccolti da noi stessi. In caso contrario, è possibile produrre marmellate, dolci e sciroppi a base di sambuco, che risultano benefici alla stessa maniera.

Le bacche possono essere considerate, quindi, come degli integratori naturali, ricchi di tutte le sostanze nutritive che vi abbiamo elencato in precedenza. E’ possibile assumerle di mattina, appena alzati, a stomaco vuoto, ma senza eccedere nelle dosi e facendo attenzione che il frutto sia sufficientemente maturo.

Sul mercato sono presenti diversi integratori naturali a base proprio di questa pianta, sfruttandone le proprietà benefiche naturali. Esistono anche estratti dalla quale è possibile ricavare infusi e tisane.

Controindicazioni

Come per molte altre sostanze naturali, il sambuco ha delle controindicazioni ed effetti collaterali. In caso di consumo eccessivo può portare a dolori, nausea e vomito. Come vi abbiamo accennato in precedenza, è importante fare attenzione a non usufruire di frutti troppo acerbi, perché possono risultare tossici. Se avete deciso di cimentarvi nella raccolta di questa pianta, fate attenzione a non confonderla con la Sambucus ebulus, una variante molto pericolosa e soprattutto velenosa. 

E’ da evitare l’utilizzo tisane o infusi al sambuco se si soffre di diarrea o altra patologie intestinali.

CURIOSITA’

I suoi utilizzi sono conosciuti sin dall’antichità, infatti, secondo la tradizione popolare, possiede diverse proprietà che venivano considerate magiche, al tempo. Il suo nome ha origini greche, deriva dalla parola ‘sambike’, ovvero un particolare flauto che veniva creato a partire dalla corteccia della pianta stessa. Assunse anche scopi curativi e veniva chiamata dai popoli barbari, dell’epoca romana, farmacia degli Dei, grazie ai grandi risultati che era in grado di apportare. Tuttora rimane una pianta dalle numerose proprietà ed utilizzi, che passano dalla fitoterapia alla cucina.